L’essere umano ha sempre diviso in categorie e organizzato idee e oggetti per ragioni di sopravvivenza. Assecondare questo istinto vuol dire aiutare la mente.

Piramidi egizie e organizzazione: cosa possono avere in comune? Apparentemente nulla, in realtà tutto: le piramidi infatti sono state costruite grazie a una organizzazione perfetta di uomini, materiali e dati! Gli archeologi hanno trovato antichi papiri che testimoniano le incredibili capacità organizzative degli antichi egizi: in un registro hanno trovato indicate tutte le attività quotidiane (dal numero di mattoni al cibo) di una squadra di 40 uomini! 

Se pensi che l’organizzazione ha permesso in tempi tecnologicamente non avanzati di realizzare strutture che durano da migliaia di anni, prova a immaginare cosa possa fare nelle nostre vite 😉

Organizzare, infatti, significa strutturare categorie, idee e oggetti: è qualcosa di naturale e istintivo per il nostro cervello, perché è fondamentale per la sopravvivenza, come abbiamo scritto nel primo punto del manifesto di Apoi (Associazione Professional Organizers Italia).

Perché un manifesto? 

Perché siamo consapevoli che, mai come in questo momento di incertezza, l’organizzazione possa e debba dare un contributo fondamentale per la qualità della vita e del lavoro.

Organizzare, come ho scritto sopra e come recita il primo punto del manifesto, è naturale ed è un’attività da allenare costantemente, per ottenerne i migliori risultati.

Spesso l’organizzazione viene vista e sentita come faticosa, come qualcosa di limitante, ma a ben guardare per nostro cervello è automatico organizzare.
È qualcosa che viene da lontano: per sopravvivere l’uomo primitivo era costretto a classificare, organizzare, dividere ciò che man mano scopriva come pericoloso da ciò che sapeva non esserlo. Frutti, animali, luoghi: il cervello dell’uomo primitivo era una mappa, un sistema ben organizzato di dati da cui dipendeva la sua sopravvivenza e che tramandava ai chi era con lui.

Se l’uomo non avesse avuto questa abilità non sarebbe arrivato fino a qui! Come possiamo quindi sfruttare questa competenza innata? Sicuramente allendandola e migliorandola e imparando dei sistemi da applicare ciascuno al proprio contesto. Quello che possiamo fare noi Professional Organizer è proprio aiutarti a trovare il metodo adatto alla tua vita, al tuo lavoro e a come sei tu.

 

La prima parola chiave da imparare a gestire è CATEGORIZZAZIONE: processo che permette di riconoscere, differenziare e comprendere idee e oggetti, raggruppandoli in categorie, mettendoli in relazione.  

Alla base di ogni mio lavoro come professional organizer sta l’eliminazione del superfluo, che può avvenire solo dopo che abbiamo fatto un processo di categorizzazione, appunto, di tutto ciò che è necessario sistemare. 

Individuare priorità, spostare ciò che non lo è, raggruppare ciò che è allo stesso livello e ciò che invece è su diversi piani di importanza, mettere da parte ciò che non serve: 

non esiste una regola universale, ma ogni processo va visto e rivisto secondo caratteristiche simili e secondo la logica del cliente. 

Che siano gli indumenti nell’armadio o la posta elettronica: ogni persona sceglierà il numero e la tipologia di categorie in base alla quale sistemare tutto. Ricorda che comunque non conviene farne troppe:  il rischio è quello di perdersi in un mare di specifiche. Ci vuole metodo e consapevolezza: la mia esperienza ti serve proprio a entrare nel mood giusto e con i giusti strumenti per liberare la mente e gestire in maniera fluida le attività e gli oggetti per vivere con meno stress e più serenità.

Leggi qui il manifesto e se lo condividi sottoscrivilo poi… passa parola!!!

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