Chiudo il mese dedicato agli spazi verdi con un’intervista a una ragazza molto simpatica che ho conosciuto un paio d’anni fa su un BlaBla Roma-Faenza. In quelle 4 ore di auto abbiamo parlato di tante cose tra cui del suo orto sinergico che mi sembrò super interessante, mi è tornato in mente e ho pensato di scrivere sul mio blog proprio di questo:

Sabrina cos’è un orto sinergico / naturale?

Un orto sinergico è un particolare tipo di orto totalmente naturale che opera in armonia con tutti gli elementi naturali (terra, piante, animali) fra i quali si instaurano sinergie spontanee.

Alla base della filosofia dell’orto sinergico ci sono due punti fondamentali: il totale rispetto della terra e la collaborazione reciproca fra le piante che la popolano.

Vengono eliminate tutte le lavorazioni invasive: aratura, diffusione di antiparassitari o fertilizzanti artificiali. Così come avviene nei boschi, la terra non trattata risulta più morbida e ricca di vegetazione e di microfauna nel sottosuolo, utilissima per rendere il terreno più fertile.

La sinergia fra le piante avviene seguendo semplici criteri: associando fra loro piante di diverse famiglie e con diverse esigenze e processi di crescita in modo da garantire l’arricchimento del terreno (ogni pianta assorbe dalla terra alcune sostanze e ne rilascia altre, utilizzabili dalle piante vicine, in modo da non impoverire mai il sottosuolo) e la protezione reciproca (alcune piante allontanano naturalmente i parassiti di altre) . Inoltre coltivando a stretto contatto piante diverse si eliminano gli eventuali “conflitti per lo spazio” perché coesistono piante con radici più profonde e meno profonde. In più,  le più alte (rampicanti) proteggono dal calore estivo le più basse, fornendo loro ombra.

Le piante fiorite, indispensabili nell’orto sinergico, attirano gli insetti impollinatori garantendo una abbondante fioritura e conseguente fruttificazione e lo rendono ancora più bello…almeno agli occhi di chi lo coltiva! Il risultato è quello di una piccola giungla: un orto informe e irregolare dove si alternano piante di ogni tipo, più alte, più basse, a cespuglio, rampicanti, alcune in fiore, alcune in fase di fruttificazione, fiori e erbe aromatiche.

Perché hai deciso di farlo?

Motivazioni ideologiche: avendo sempre avuto rispetto per la natura e massima ammirazione per i meccanismi che, da sola, senza l’intervento dell’uomo, riesce a mettere in atto, l’orto sinergico mi permetteva di sperimentarli. E motivazioni pratiche: dopo la fase preparativa di studio delle consociazioni fra piante e l’impianto, l’orto poi sinergico si gestisce quasi da solo facendo risparmiare tempo e di energia.

Che benefici hai avuto?

Risparmio di tempo rispetto a un orto tradizionale, sapori più genuini (il basilico che cresce a stretto contatto col pomodoro conferisce a quest’ultimo un sapore diverso). La terra però si arricchisce dopo un paio di anni ci vuole quindi pazienza e costanza.

Nella fase più “teorica”, iniziale, una persona esperta impiega poco tempo mentre io, totalmente inesperta ma affascinata dall’idea di questo piccolo miracolo naturale, ho impiegato parecchio tempo per capire bene il tipo di associazioni fra piante che risultasse il più efficace possibile …prima di scoprire che è l’esperienza che conta e che nel tempo si possono fare esperimenti e variare le consociazioni.

Consigli pratici e cose da non fare?

Il consiglio più importante è quello di progettare in modo attento la disposizione delle piante nei bancali e rispettarla, infatti può accadere, nella prima fase della crescita, di non riconoscere le piante coltivate da quelle infestanti.

Infine è importante avere pazienza ed osservare senza perdersi d’animo: le piante hanno il loro carattere. Alcune non riescono a crescere in certe zone (qualità del terreno, esposizione al sole e al vento) è quindi saggio scegliere le piante giuste per i luoghi giusti.

Link utile: il Giardino di Emilia Hazelip