Silva Bucci Professional Organizer

Ti senti sempre in affanno con la sensazione di avere tante cose da fare, concluderne poche e comunque avere sempre troppo poco tempo? Tutto ciò provoca emozioni spiacevoli: stress, ansia, preoccupazione, senso di inadeguatezza, bassa autostima.

Perché ti senti così? E’ senz’altro soggettivo ma anche tu, come tutti, subisci dei condizionamenti esterni. Affronti quotidianamente situazioni stressanti legate all’eccesso di informazioni a cui sei sottoposto continuamente (pensa al numero di mail, messaggi e post sui social), hai inoltre continuamente un’ infinita possibilità di scelte anche rispetto a oggetti di poca importanza (pensa a quando fai la spesa tra quanti tipi di dentifricio puoi scegliere, senza contare che è così per quasi tutto) infine tutto cambia sempre più velocemente (pensa alle norme, alle regole in ufficio e in ogni ambito della tua vita) e tu senti di dover stare al passo con il cambiamento.

Tutto ciò ti sottrae tempo ed energia.

Il tempo è una risorsa che se ben utilizzata ti aiuta a migliorare la qualità della vita.

Il primo passo per imparare a gestire meglio il tuo tempo anzi a gestire meglio te stesso in relazione al tempo è prendere consapevolezza della situazione generale e della tua situazione personale. Può darsi che tu abbia infatti anche dei condizionamenti interiori, che è utile riconoscere per poterci lavorare su. Ad esempio:

  • Sindrome di Berthelot: Berthelot era un chimico francese che alla fine dell’800 studiava le proprietà dei gas. Come i gas  tendi a riempire tutto lo spazio. Sei una persona con molti impegni, molte passioni che si riempie totalmente la giornata.
  • Sindrome dell’eroe: tipica di chi vuol far tutto a far tutto a qualsiasi costo, come fosse un super eroe e come se volesse salvare il mondo.
  • Sindrome effetto Colibrì: contraddistingue quelle persone che iniziano a fare mille cose, senza portarle a termine finendo per avere solo problemi aperti.
  • Sindrome del keep my baby: tipico di molte mamme, ma non solo, che non affidano il loro bambino ad alcuno per non fiducia, ovvero non sanno delegare.
  • Sindrome del Mr. Nice Guy o del bravo ragazzo: colui che si presenta come il bravo ragazzo, sente di dover dimostrare di valere, dice sempre sì a qualsiasi richiesta non riuscendo a dire no.

Ti sei riconosciuto in qualcuno di questi atteggiamenti? Le tendenze sono difficili da cambiare ma, averne consapevolezza è già il primo passo, il secondo è aiutarsi con l’organizzazione e, più nello specifico, con strumenti che ti aiutino a gestirti meglio rispetto al tempo. Ecco la cura, in 6 domande:

  1. Come trascorri le tue giornate? Fai un diario di bordo, segnati come trascorri le tue giornate e ti sarà più chiaro come investire meglio il tuo tempo.
  2. Cosa puoi dare in outsourcing? A volte ti intestardisci a voler fare in autonomia quel che potresti far fare a qualcuno più esperto rischiando di perdere tempo, sprecare energia e a volte spendere ancora di più
  3. Cosa puoi delegare?L’incapacità di delegare è uno dei principali ladri di tempo. Insegnare a qualcun altro parte del tuo lavoro o a fare le cose (ad esempio ai figli), inizialmente ti fa investire tempo ed energia ma una volta fatto lo sforzo iniziale avrai creato valore, ti sarai alleggerito e  reso autonomi i tuoi collaboratori o figli.
  4. Cosa puoi fare meno bene?Il perfezionismo non aiuta ad essere produttivi, nell’80% dei risultati è sufficiente il 20% delle energie.
  5. Quali distrazioni puoi limitare o eliminare?Se, rispondendo alla domanda 1, hai preso consapevolezza di come trascorri le tue giornate avrai sicuramente più chiaro quali attività ti fanno perdere tempo…
  6. Sai quali sono le tue priorità e quali sono quelle degli altri? Se sai cosa è importante per te ti sarà più facile scegliere tra i tanti imput e le occasioni che ti si presentano. Inoltre, come il bravo ragazzo della sindrome a volte accetti di occuparti di attività che sono più importanti per gli altri che per te. Riesci a dire NO qualche volta?

Ti posso aiutare? Contattami per un preventivo sulla gestione del tempo

 

 

 

Ti senti sempre in affanno con la sensazione di avere tante cose da fare, concluderne poche e comunque avere sempre troppo poco tempo? Tutto ciò provoca emozioni spiacevoli: stress, ansia, preoccupazione, senso di inadeguatezza, bassa autostima.

Perché ti senti così? E’ senz’altro soggettivo ma anche tu, come tutti, subisci dei condizionamenti esterni. Affronti quotidianamente situazioni stressanti legate all’eccesso di informazioni a cui sei sottoposto continuamente (pensa al numero di mail, messaggi e post sui social), hai inoltre continuamente un’ infinita possibilità di scelte anche rispetto a oggetti di poca importanza (pensa a quando fai la spesa tra quanti tipi di dentifricio puoi scegliere, senza contare che è così per quasi tutto) infine tutto cambia sempre più velocemente (pensa alle norme, alle regole in ufficio e in ogni ambito della tua vita) e tu senti di dover stare al passo con il cambiamento.

Tutto ciò ti sottrae tempo ed energia.

Il tempo è una risorsa che se ben utilizzata ti aiuta a migliorare la qualità della vita.

Il primo passo per imparare a gestire meglio il tuo tempo anzi a gestire meglio te stesso in relazione al tempo è prendere consapevolezza della situazione generale e della tua situazione personale. Può darsi che tu abbia infatti anche dei condizionamenti interiori, che è utile riconoscere per poterci lavorare su. Ad esempio:

  • Sindrome di Berthelot: Berthelot era un chimico francese che alla fine dell’800 studiava le proprietà dei gas. Come i gas  tendi a riempire tutto lo spazio. Sei una persona con molti impegni, molte passioni che si riempie totalmente la giornata.
  • Sindrome dell’eroe: tipica di chi vuol far tutto a far tutto a qualsiasi costo, come fosse un super eroe e come se volesse salvare il mondo.
  • Sindrome effetto Colibrì: contraddistingue quelle persone che iniziano a fare mille cose, senza portarle a termine finendo per avere solo problemi aperti.
  • Sindrome del keep my baby: tipico di molte mamme, ma non solo, che non affidano il loro bambino ad alcuno per non fiducia, ovvero non sanno delegare.
  • Sindrome del Mr. Nice Guy o del bravo ragazzo: colui che si presenta come il bravo ragazzo, sente di dover dimostrare di valere, dice sempre sì a qualsiasi richiesta non riuscendo a dire no.

Ti sei riconosciuto in qualcuno di questi atteggiamenti? Le tendenze sono difficili da cambiare ma, averne consapevolezza è già il primo passo, il secondo è aiutarsi con l’organizzazione e, più nello specifico, con strumenti che ti aiutino a gestirti meglio rispetto al tempo. Ecco la cura, in 6 domande:

  1. Come trascorri le tue giornate? Fai un diario di bordo, segnati come trascorri le tue giornate e ti sarà più chiaro come investire meglio il tuo tempo.
  2. Cosa puoi dare in outsourcing? A volte ti intestardisci a voler fare in autonomia quel che potresti far fare a qualcuno più esperto rischiando di perdere tempo, sprecare energia e a volte spendere ancora di più
  3. Cosa puoi delegare?L’incapacità di delegare è uno dei principali ladri di tempo. Insegnare a qualcun altro parte del tuo lavoro o a fare le cose (ad esempio ai figli), inizialmente ti fa investire tempo ed energia ma una volta fatto lo sforzo iniziale avrai creato valore, ti sarai alleggerito e  reso autonomi i tuoi collaboratori o figli.
  4. Cosa puoi fare meno bene?Il perfezionismo non aiuta ad essere produttivi, nell’80% dei risultati è sufficiente il 20% delle energie.
  5. Quali distrazioni puoi limitare o eliminare?Se, rispondendo alla domanda 1, hai preso consapevolezza di come trascorri le tue giornate avrai sicuramente più chiaro quali attività ti fanno perdere tempo…
  6. Sai quali sono le tue priorità e quali sono quelle degli altri? Se sai cosa è importante per te ti sarà più facile scegliere tra i tanti imput e le occasioni che ti si presentano. Inoltre, come il bravo ragazzo della sindrome a volte accetti di occuparti di attività che sono più importanti per gli altri che per te. Riesci a dire NO qualche volta?

Ti posso aiutare? Contattami per un preventivo sulla gestione del tempo