
Silva Bucci Professional Organizer
Dolce far niente (e perché ogni tanto dovremmo farlo davvero)
L’estate ha un ritmo diverso. Anche quando lavoriamo, anche se non siamo in ferie.
C’è qualcosa nell’aria – il caldo, le cicale, le giornate più lunghe – che ci invita a rallentare. E forse anche a prenderci il diritto di… non fare.
In questo periodo, uno dei profili che mi piace seguire su Instagram si chiama vita lenta.
Si descrive come un posto tranquillo su internet, dove si celebra la semplicità, l’umanità e la vita così com’è. Ci sono spesso video di gatti che dormono, e io – che di gatti ne ho tre – li osservo ogni giorno nei loro momenti di nulla facenza. E quanto li invidio.
Non fanno nulla. Ma stanno benissimo.
Dolce far niente e arte dell’ozio (quello vero)
Una volta si chiamava ozio.
Poi è diventato dolce far niente, che suona più poetico, ma il senso è quello: fermare la corsa, non per rinunciare alla vita… ma per sentirla di più.
Mi tornano in mente momenti dell’adolescenza, finita la scuola, o certe giornate in vacanza:
all’ombra, con il rumore del mare, le cicale, un libro tra le mani o semplicemente gli occhi chiusi. Una sensazione di pace profonda, senza fare nulla, solo stando lì.
E sai cos’altro non c’era, in quei momenti?
Il cellulare.
Non era ancora il tempo delle notifiche, dei messaggi da leggere, dei contenuti da guardare e condividere. Si stava. Si respirava. Si viveva il presente.
Dolce far niente
Dolce far niente e organizzazione: un binomio possibile
Forse tutto.
Perché organizzarsi non vuol dire riempire ogni minuto.
Organizzarsi – almeno per me – è scegliere come usare il proprio tempo in modo più consapevole, anche (e soprattutto) decidendo quando e cosa non fare.
Sospendere.
Lasciare indietro.
Togliere qualcosa dalla lista.
Spostare.
O semplicemente non iniziare nulla di nuovo per qualche giorno.
La lentezza non è pigrizia. È una pratica.
E, se vogliamo, anche una strategia.
Estate: il tempo del “meno”
Meno impegni.
Meno obblighi.
Meno aspettative da soddisfare.
Forse è proprio in estate che possiamo provare a rallentare, a vivere giornate senza una lista di obiettivi, ma con un’intenzione: esserci.
In quello che c’è.
In una passeggiata lenta, in un pranzo senza fretta, in un pomeriggio a guardare il cielo – o un gatto che ronfa beatamente sul balcone.
Vita lenta… anche quando si lavora
Non sempre è possibile staccare del tutto. Ma possiamo rallentare anche nel modo in cui lavoriamo.
Ad esempio, io sto scrivendo questo articolo dal divano, con il ventilatore acceso e un caffè a fianco…
Ricordo un anno a Pasqua, in vacanza a Jerba: mi ero portata il computer e ho scritto un articolo sotto l’ombrellone a bordo piscina. È stato uno dei momenti più piacevoli di scrittura che ricordi.
Si parla spesso di lavorare con la postura giusta, la luce ideale, la massima concentrazione… ma a volte, lavorare in modo “imperfetto”, più lento, più rilassato, può farci godere di più il processo.
E se provassimo a rallentare davvero?
Ti invito a chiedertelo, nei prossimi giorni:
e se oggi rallentassi davvero? Se ti concedessi un’ora per leggere, per stare in silenzio, per camminare senza meta?
A volte è in quello spazio vuoto che tornano le idee, si ricaricano le energie, si ricompone il senso delle cose.
E no, non serve andare in ferie per farlo. Basta crearsi un piccolo spazio lento, anche solo per pochi minuti. Magari proprio adesso, mentre stai leggendo queste righe.
Raccontami il tuo dolce far niente
Raccontami: qual è il tuo momento preferito di “dolce far niente”?
Hai anche tu un ricordo legato all’estate, a un tempo lento, a una giornata senza notifiche?
E se senti che hai bisogno di fare spazio, rallentare o alleggerire la tua routine, ci sono. Per lavorare insieme, al tuo ritmo. Anche lentamente. Contattami qui.
La foto è di Canva ma il gatto è uguale alla mia Polpetta 😉
Dolce far niente (e perché ogni tanto dovremmo farlo davvero)
L’estate ha un ritmo diverso. Anche quando lavoriamo, anche se non siamo in ferie.
C’è qualcosa nell’aria – il caldo, le cicale, le giornate più lunghe – che ci invita a rallentare. E forse anche a prenderci il diritto di… non fare.
In questo periodo, uno dei profili che mi piace seguire su Instagram si chiama vita lenta.
Si descrive come un posto tranquillo su internet, dove si celebra la semplicità, l’umanità e la vita così com’è. Ci sono spesso video di gatti che dormono, e io – che di gatti ne ho tre – li osservo ogni giorno nei loro momenti di nulla facenza. E quanto li invidio.
Non fanno nulla. Ma stanno benissimo.
Dolce far niente e arte dell’ozio (quello vero)
Una volta si chiamava ozio.
Poi è diventato dolce far niente, che suona più poetico, ma il senso è quello: fermare la corsa, non per rinunciare alla vita… ma per sentirla di più.
Mi tornano in mente momenti dell’adolescenza, finita la scuola, o certe giornate in vacanza:
all’ombra, con il rumore del mare, le cicale, un libro tra le mani o semplicemente gli occhi chiusi. Una sensazione di pace profonda, senza fare nulla, solo stando lì.
E sai cos’altro non c’era, in quei momenti?
Il cellulare.
Non era ancora il tempo delle notifiche, dei messaggi da leggere, dei contenuti da guardare e condividere. Si stava. Si respirava. Si viveva il presente.
Dolce far niente
Dolce far niente e organizzazione: un binomio possibile
Forse tutto.
Perché organizzarsi non vuol dire riempire ogni minuto.
Organizzarsi – almeno per me – è scegliere come usare il proprio tempo in modo più consapevole, anche (e soprattutto) decidendo quando e cosa non fare.
Sospendere.
Lasciare indietro.
Togliere qualcosa dalla lista.
Spostare.
O semplicemente non iniziare nulla di nuovo per qualche giorno.
La lentezza non è pigrizia. È una pratica.
E, se vogliamo, anche una strategia.
Estate: il tempo del “meno”
Meno impegni.
Meno obblighi.
Meno aspettative da soddisfare.
Forse è proprio in estate che possiamo provare a rallentare, a vivere giornate senza una lista di obiettivi, ma con un’intenzione: esserci.
In quello che c’è.
In una passeggiata lenta, in un pranzo senza fretta, in un pomeriggio a guardare il cielo – o un gatto che ronfa beatamente sul balcone.
Vita lenta… anche quando si lavora
Non sempre è possibile staccare del tutto. Ma possiamo rallentare anche nel modo in cui lavoriamo.
Ad esempio, io sto scrivendo questo articolo dal divano, con il ventilatore acceso e un caffè a fianco…
Ricordo un anno a Pasqua, in vacanza a Jerba: mi ero portata il computer e ho scritto un articolo sotto l’ombrellone a bordo piscina. È stato uno dei momenti più piacevoli di scrittura che ricordi.
Si parla spesso di lavorare con la postura giusta, la luce ideale, la massima concentrazione… ma a volte, lavorare in modo “imperfetto”, più lento, più rilassato, può farci godere di più il processo.
E se provassimo a rallentare davvero?
Ti invito a chiedertelo, nei prossimi giorni:
e se oggi rallentassi davvero? Se ti concedessi un’ora per leggere, per stare in silenzio, per camminare senza meta?
A volte è in quello spazio vuoto che tornano le idee, si ricaricano le energie, si ricompone il senso delle cose.
E no, non serve andare in ferie per farlo. Basta crearsi un piccolo spazio lento, anche solo per pochi minuti. Magari proprio adesso, mentre stai leggendo queste righe.
Raccontami il tuo dolce far niente
Raccontami: qual è il tuo momento preferito di “dolce far niente”?
Hai anche tu un ricordo legato all’estate, a un tempo lento, a una giornata senza notifiche?
E se senti che hai bisogno di fare spazio, rallentare o alleggerire la tua routine, ci sono. Per lavorare insieme, al tuo ritmo. Anche lentamente. Contattami qui.
La foto è di Canva ma il gatto è uguale alla mia Polpetta 😉



































