
Silva Bucci Professional Organizer
In TV a parlare di cambio armadio, sostenibilità e di un bel progetto
Il 15 aprile scorso sono stata invitata in diretta TV, a Siamo Noi, su TV 2000 per parlare di cambio di stagione, ma anche di sostenibilità e fast fashion.
È stata una grande soddisfazione, di quelle che arrivano un po’ all’improvviso ma che, se ci pensi bene, hanno radici lontane.
Sono anni infatti che mi interesso a questi temi. Ricordo ancora quando, nel 2001, lessi No Logo di Naomi Klein (ne ho scritto qui): un libro che mi ha aperto gli occhi su dinamiche che all’epoca non erano così diffuse nel dibattito quotidiano. Da lì è iniziato un percorso fatto di consapevolezza, riflessioni, piu avanti nel tempo articoli sul blog, contenuti sui social. Un filo che non ho mai lasciato.
Per questo motivo sapere che la redazione di un programma nazionale mi ha invitata anche perché ha letto i miei articoli mi ha davvero colpita. È uno di quei momenti in cui ti fermi un attimo e pensi: forse quello che faccio, anche quando sembra piccolo o disperso nel tempo, arriva.
La giornata in studio a Roma è stata intensa ma molto piacevole. Non era la mia prima diretta, è vero, ma ogni volta è diversa. La conduttrice, Gabriella Facondo, è stata accogliente, preparata, capace di mettere a proprio agio. E anche l’altra ospite, Giada Barbieri, che presentava il progetto ManiGolde di Mani Tese, mi ha trasmesso subito una bella sensazione: calma, competenza, autenticità.
Mi sono sentita a mio agio. E questa cosa è arrivata anche fuori, perché diverse persone mi hanno scritto dicendomi che sembrava fossi “a casa mia”, come se fosse un contesto naturale per me. Mi ha fatto sorridere, ma anche riflettere su quanto sia importante essere sé stessi, anche in situazioni nuove o fuori dalla quotidianità.
Ma, al di là dell’esperienza televisiva, mi è piaciuto davvero è il progetto ManiGolde.
Si tratta di un’iniziativa che dà nuova vita agli abiti, trasformandoli e rimettendoli in circolo con un valore sociale molto forte. Non è solo recupero: è un modo concreto per parlare di sostenibilità, di rispetto per le risorse, di attenzione alle persone. È anche un invito a cambiare sguardo su ciò che consideriamo “fine vita”, riscoprendo il potenziale nascosto nelle cose e il valore del lavoro umano che le trasforma.
E qui il collegamento con il mio lavoro è immediato.
Perché organizzare non significa semplicemente sistemare degli oggetti.
Significa fare delle scelte. Capire cosa ha valore e cosa no. Dare una direzione alle cose che possediamo. Evitare accumuli inutili e, allo stesso tempo, non sprecare ciò che può ancora avere una vita.
Quando lavoro sugli armadi, ad esempio, non si tratta solo di fare spazio.
Si tratta di accompagnare le persone in un processo: lasciare andare ciò che non serve più, tenere ciò che rappresenta davvero chi sono oggi, e trovare un modo sostenibile di gestire quello che rimane.
In questo senso, progetti come ManiGolde sono perfettamente in linea con quello che cerco di trasmettere ogni giorno: meno spreco, più consapevolezza, più valore.
E forse è proprio questo il punto che mi ha fatto sentire così “in sintonia” durante quella giornata.
Non era solo un intervento in TV, ma un piccolo pezzo di un discorso più grande, che porto avanti da anni.
Se vuoi approfondire il progetto, puoi dare un’occhiata qui , se invece ti sei perso la puntata, e vuoi guardartela trovi il link al video qui sotto.
E sui miei profili Instagram e Facebook ho condiviso anche foto e reel di quella giornata, per raccontarla un po’ più da vicino.
La foto me l’ha fatta la mia amica Fabiola.
In TV a parlare di cambio armadio, sostenibilità e di un bel progetto
Il 15 aprile scorso sono stata invitata in diretta TV, a Siamo Noi, su TV 2000 per parlare di cambio di stagione, ma anche di sostenibilità e fast fashion.
È stata una grande soddisfazione, di quelle che arrivano un po’ all’improvviso ma che, se ci pensi bene, hanno radici lontane.
Sono anni infatti che mi interesso a questi temi. Ricordo ancora quando, nel 2001, lessi No Logo di Naomi Klein (ne ho scritto qui): un libro che mi ha aperto gli occhi su dinamiche che all’epoca non erano così diffuse nel dibattito quotidiano. Da lì è iniziato un percorso fatto di consapevolezza, riflessioni, piu avanti nel tempo articoli sul blog, contenuti sui social. Un filo che non ho mai lasciato.
Per questo motivo sapere che la redazione di un programma nazionale mi ha invitata anche perché ha letto i miei articoli mi ha davvero colpita. È uno di quei momenti in cui ti fermi un attimo e pensi: forse quello che faccio, anche quando sembra piccolo o disperso nel tempo, arriva.
La giornata in studio a Roma è stata intensa ma molto piacevole. Non era la mia prima diretta, è vero, ma ogni volta è diversa. La conduttrice, Gabriella Facondo, è stata accogliente, preparata, capace di mettere a proprio agio. E anche l’altra ospite, Giada Barbieri, che presentava il progetto ManiGolde di Mani Tese, mi ha trasmesso subito una bella sensazione: calma, competenza, autenticità.
Mi sono sentita a mio agio. E questa cosa è arrivata anche fuori, perché diverse persone mi hanno scritto dicendomi che sembrava fossi “a casa mia”, come se fosse un contesto naturale per me. Mi ha fatto sorridere, ma anche riflettere su quanto sia importante essere sé stessi, anche in situazioni nuove o fuori dalla quotidianità.
Ma, al di là dell’esperienza televisiva, mi è piaciuto davvero è il progetto ManiGolde.
Si tratta di un’iniziativa che dà nuova vita agli abiti, trasformandoli e rimettendoli in circolo con un valore sociale molto forte. Non è solo recupero: è un modo concreto per parlare di sostenibilità, di rispetto per le risorse, di attenzione alle persone. È anche un invito a cambiare sguardo su ciò che consideriamo “fine vita”, riscoprendo il potenziale nascosto nelle cose e il valore del lavoro umano che le trasforma.
E qui il collegamento con il mio lavoro è immediato.
Perché organizzare non significa semplicemente sistemare degli oggetti.
Significa fare delle scelte. Capire cosa ha valore e cosa no. Dare una direzione alle cose che possediamo. Evitare accumuli inutili e, allo stesso tempo, non sprecare ciò che può ancora avere una vita.
Quando lavoro sugli armadi, ad esempio, non si tratta solo di fare spazio.
Si tratta di accompagnare le persone in un processo: lasciare andare ciò che non serve più, tenere ciò che rappresenta davvero chi sono oggi, e trovare un modo sostenibile di gestire quello che rimane.
In questo senso, progetti come ManiGolde sono perfettamente in linea con quello che cerco di trasmettere ogni giorno: meno spreco, più consapevolezza, più valore.
E forse è proprio questo il punto che mi ha fatto sentire così “in sintonia” durante quella giornata.
Non era solo un intervento in TV, ma un piccolo pezzo di un discorso più grande, che porto avanti da anni.
Se vuoi approfondire il progetto, puoi dare un’occhiata qui , se invece ti sei perso la puntata, e vuoi guardartela trovi il link al video qui sotto.
E sui miei profili Instagram e Facebook ho condiviso anche foto e reel di quella giornata, per raccontarla un po’ più da vicino.
La foto me l’ha fatta la mia amica Fabiola.



































