Organizzare è consapevolezza!

Vivere centrati, senza affanno, essere presenti a se stessi in ogni cosa, sapersi ascoltare e distinguere chi si è e cosa si vuole: questa per me è consapevolezza.

Cosa ha a che fare con l’organizzazione? Moltissimo! Quando sono organizzata so quello che devo e posso fare, ho la mente sgombra da vocine tipo “ricordati questo e quello” , arrivo quando devo arrivare e non corro per la paura di perdermi qualcosa o di essere in ritardo.

Essenziale

Organizzazione è tutto questo: pensieri lucidi dedicati a ciò che è essenziale.
Per me questo è molto importante, ma non credere che sia stata sempre così: anche la consapevolezza, come l’organizzazione, è frutto di un percorso con cui ho preso familiarità da un certo punto in poi della mia vita ma che non ho più abbandonato.

Consapevolezza è anche l’ottavo punto del Manifesto Apoi: “Essere organizzati permette di dedicare attenzione alle situazioni e alle persone, di vivere il momento, di ascoltare attentamente
la propria voce interna perché si è più tranquilli e silenziosi per poterla udire.”

Cos’è per me consapevolezza?

Mi piace molto questa definizione:
Cognizione, presa di coscienza. Non è un superficiale essere informati, né un semplice sapere. La consapevolezza è una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda,
perfettamente armonizzata col resto della persona, in un uno coerente. È quel tipo di sapere che dà forma all’etica, alla condotta di vita, alla disciplina, rendendole autentiche.

Diventare consapevoli di quanto accaduto, di come siamo cambiati, di quale futuro ci sta davanti è un passo fondamentale nella direzione giusta. Chi è consapevole non subisce ma può affrontare e
rielaborare.

Nel momento in cui sono diventata più consapevole sono diventata anche più centrata, focalizzata, presente a quello che stavo facendo quindi più ORGANIZZATA e allo stesso tempo
diventando più organizzata sono diventata più consapevole.

Un circolo virtuoso

Consapevolezza – organizzazione: Un cerchio virtuoso che porta benessere a chi lo sperimenta nella propria vita.
E’ cambiato l’approccio ai miei vissuti: ho iniziato a chiedermi cosa volevo e a cosa era importante per me e tutto ha acquisito più significato.

Spesso le persone si rivolgono a me perchè sono in affanno, come se la vita e la quotidianità li dominassero, si sentono schiacciate da incombenze, cose, pensieri. Con conseguenze anche sul
piano emotivo come stress, ansia, preoccupazione, senso di inadeguatezza, bassa autostima.

Il più delle volte la causa di tutto ciò è che queste persone sprecano energie in attività e situazioni che non li interessano realmente e che subiscono perché non hanno ancora preso consapevolezza
delle cose per le quali per loro vale la pena di investire.

Strumenti di consapevolezza

Se anche tu vivi questa situazione ti posso dare alcuni consigli, per iniziare un cambiamento partendo da piccole e piccolissime cose. Per esempio: prova a usare un timer quando lavori o sbrighi alcune incombenze o anche quando stai sui social.

Avere uno strumento che ti mette dei puntelli ti fa immediatamente percepire la presenza fisica del tempo e ti dà maggiore
consapevolezza su ciò che stai facendo.

Puoi anche porti delle domande come: “Davvero ho bisogno di fare questa cosa in tot minuti? Davvero voglio passare un’ora così?

Posso fare la stessa cosa in meno tempo?” Allo stesso modo puoi farti domande simili prendendo in considerazione gli oggetti della tua vita, le cose che ci circondano, quelle che stai per acquistare: davvero ti serve?

Davvero aggiungerà valore, felicità o altre cose belle alla tua vita? O te ne dimenticherai dopo poco? Possiedi già cose simili? Le usi? Ricorda: quando ti chiedi se una cosa ti serve e dove la vuoi mettere stai facendo un esercizio di consapevolezza e stai prendendo una decisione che seppur piccola ti porta ad avere più coscienza di te stesso.

Un altro aspetto, che mi piace tantissimo, del legame consapevolezza e organizzazione è quello che abbiamo visto al punto 7 del Manifesto a proposito dell’attenzione alle situazioni e alle persone.

Anche questo mi tocca molto sia personalmente che professionalmente: dal punto di vista personale perché proprio negli ultimi mesi ho capito quanto per siano importanti per me le relazioni tanto da alleggerirmi da collaborazioni e situazioni che mi facevano vivere centellinando il tempo da dedicare alla mia vita privata. Dal punto di vista professionale perché quello che insegno ai miei clienti è proprio dare valore ai loro oggetti e a tutti i momenti della loro vita circondandosi nei limiti del possibile, solo di cose e persone che li facciano stare bene.

Cover Photo by Louis Hansel @shotsoflouis on Unsplash