Ti racconto come lavoro: la consulenza di organizzazione della casa da una mia cliente

Silva Bucci Professional Organizer

Come lavoro: il mio ultimo “Organizza la casa”

Ancora oggi, dopo quasi 10 anni, quando parlo del mio lavoro di Professional Organizer capita che le persone mi chiedano di cosa si tratti, solitamente con curiosità e grande attenzione, in particolare per gli aspetti pratici: chiedono come funziona e cosa faccio esattamente quando vengo chiamata per le consulenze di riorganizzazione della casa.

Se anche tu hai questa curiosità, accomodati che oggi ti racconto la consulenza a casa di D.B. così capirai meglio come funziona un mio intervento.
D.B. vive in provincia di Ravenna come me e ci siamo conosciute durante un mio evento sull’organizzazione della casa in un negozio di arredamento a Faenza. 

Le richieste

D.B. viveva un periodo intenso, aveva molte cose di cui occuparsi contemporaneamente e la testa piena di vari progetti personali da pensare e pianificare. Sentiva il bisogno di riordinare le idee e liberare la mente. Ha pensato di partire riorganizzando in modo più funzionale gli spazi della casa più vissuti: cucina, soggiorno e studio. 

Come lavoro: il sopralluogo e le misure e la mia proposta

D.B. vive a pochi km di distanza da Faenza, la mia città, abbiamo quindi concordato un sopralluogo per organizzare il lavoro da fare. 

D. mi ha mostrato gli spazi su cui intervenire,  abbiamo pianificato il lavoro a seconda delle sue disponibilità e già in quella fase ho preso le misure dei mobili per consigliarle le scatole adatte per riorganizzare gli oggetti in modo da rendere poi più facile il mantenimento dell’ordine.

Ho valutato che in una giornata di lavoro potevamo fare tutto e le ho mandato la mia proposta. Lei ha accettato e ci siamo accordate per 2 pomeriggi. A quel punto ho cercato i contenitori adatti e le ho mandato i riferimenti, prezzi e dove trovarli. In questo caso li ha acquistati lei, altre volte me ne occupo io. 

Il lavoro

Abbiamo iniziato in cucina e, come sempre, siamo partite con uno space clearing. Abbiamo svuotato dispensa  e un altro mobile, analizzando ogni oggetto e decidendo se  tenerlo o meno e dove poi metterlo, in base alla categoria d’uso. 

Una volta eliminati (ma non buttato, attenzione, poi ti spiego) gli oggetti superflui, è stato molto più semplice riorganizzare in modo più funzionale in cucina. 

Con lo stesso metodo abbiamo lavorato su un armadio del soggiorno e su altri tre mobili nella sala da pranzo.

Nel secondo pomeriggio siamo passate allo studio studio che lei usa anche come archivio e spazio per alcune attività di casa.
D.B. era già molto preparata, era già intervenuta su alcune categorie e aveva scelto scatole, cestini e divisori utili, completati dalle nuove scatole che le avevo consigliato. 

In particolare abbiamo alleggerito tutte le zone, come mi aveva chiesto  e abbiamo migliorato la suddivisione delle categorie, decidendo dove tenere a portata di mano le cose che usa più spesso. 

Come capita spesso c’erano dei cassettoni vuoti a fronte di altre zone troppo piene e quindi noi abbiamo lavorato per sistemare in modo più razionale gli spazi.

Circa le cosa eliminate: come ogni volta io faccio buttare solo quello che non è assolutamente nè riparabile nè utilizzabile in nessun modo, per tutto il resto faccio in modo che i miei clienti possano liberarsene vendendolo o regalandolo a chi ne ha bisogno, a seconda dei casi.

Risultati

A lavoro terminato D. mi ha scritto che le ore passate insieme sono state allegre e hanno portato un risultato eccellente. L’ho aiutata a organizzare l’ordine che sentiva necessario e che da sola faticava ad applicare. Ha sentito che tutte le sue aspettative erano state confermate, del resto, mi ha detto che quando mi ha conosciuto le ho ispirato subito fiducia e quando ha sentito il bisogno di fare ordine (in casa e nella testa) ha pensato a me 🙂
Lei contenta e naturalmente anch’io!

Se vuoi saperne di più sul mio servizio “Organizza la casa” clicca qui

Foto di Mitchell Henderson da Pexels 

Come lavoro: il mio ultimo “Organizza la casa”

Ancora oggi, dopo quasi 10 anni, quando parlo del mio lavoro di Professional Organizer capita che le persone mi chiedano di cosa si tratti, solitamente con curiosità e grande attenzione, in particolare per gli aspetti pratici: chiedono come funziona e cosa faccio esattamente quando vengo chiamata per le consulenze di riorganizzazione della casa.

Se anche tu hai questa curiosità, accomodati che oggi ti racconto la consulenza a casa di D.B. così capirai meglio come funziona un mio intervento.
D.B. vive in provincia di Ravenna come me e ci siamo conosciute durante un mio evento sull’organizzazione della casa in un negozio di arredamento a Faenza. 

Le richieste

D.B. viveva un periodo intenso, aveva molte cose di cui occuparsi contemporaneamente e la testa piena di vari progetti personali da pensare e pianificare. Sentiva il bisogno di riordinare le idee e liberare la mente. Ha pensato di partire riorganizzando in modo più funzionale gli spazi della casa più vissuti: cucina, soggiorno e studio. 

Come lavoro: il sopralluogo e le misure e la mia proposta

D.B. vive a pochi km di distanza da Faenza, la mia città, abbiamo quindi concordato un sopralluogo per organizzare il lavoro da fare. 

D. mi ha mostrato gli spazi su cui intervenire,  abbiamo pianificato il lavoro a seconda delle sue disponibilità e già in quella fase ho preso le misure dei mobili per consigliarle le scatole adatte per riorganizzare gli oggetti in modo da rendere poi più facile il mantenimento dell’ordine.

Ho valutato che in una giornata di lavoro potevamo fare tutto e le ho mandato la mia proposta. Lei ha accettato e ci siamo accordate per 2 pomeriggi. A quel punto ho cercato i contenitori adatti e le ho mandato i riferimenti, prezzi e dove trovarli. In questo caso li ha acquistati lei, altre volte me ne occupo io. 

Il lavoro

Abbiamo iniziato in cucina e, come sempre, siamo partite con uno space clearing. Abbiamo svuotato dispensa  e un altro mobile, analizzando ogni oggetto e decidendo se  tenerlo o meno e dove poi metterlo, in base alla categoria d’uso. 

Una volta eliminati (ma non buttato, attenzione, poi ti spiego) gli oggetti superflui, è stato molto più semplice riorganizzare in modo più funzionale in cucina. 

Con lo stesso metodo abbiamo lavorato su un armadio del soggiorno e su altri tre mobili nella sala da pranzo.

Nel secondo pomeriggio siamo passate allo studio studio che lei usa anche come archivio e spazio per alcune attività di casa.
D.B. era già molto preparata, era già intervenuta su alcune categorie e aveva scelto scatole, cestini e divisori utili, completati dalle nuove scatole che le avevo consigliato. 

In particolare abbiamo alleggerito tutte le zone, come mi aveva chiesto  e abbiamo migliorato la suddivisione delle categorie, decidendo dove tenere a portata di mano le cose che usa più spesso. 

Come capita spesso c’erano dei cassettoni vuoti a fronte di altre zone troppo piene e quindi noi abbiamo lavorato per sistemare in modo più razionale gli spazi.

Circa le cosa eliminate: come ogni volta io faccio buttare solo quello che non è assolutamente nè riparabile nè utilizzabile in nessun modo, per tutto il resto faccio in modo che i miei clienti possano liberarsene vendendolo o regalandolo a chi ne ha bisogno, a seconda dei casi.

Risultati

A lavoro terminato D. mi ha scritto che le ore passate insieme sono state allegre e hanno portato un risultato eccellente. L’ho aiutata a organizzare l’ordine che sentiva necessario e che da sola faticava ad applicare. Ha sentito che tutte le sue aspettative erano state confermate, del resto, mi ha detto che quando mi ha conosciuto le ho ispirato subito fiducia e quando ha sentito il bisogno di fare ordine (in casa e nella testa) ha pensato a me 🙂
Lei contenta e naturalmente anch’io!

Se vuoi saperne di più sul mio servizio “Organizza la casa” clicca qui

Foto di Mitchell Henderson da Pexels