Esercitare la consapevolezza per affrontare un cambiamento o prendere una nuova abitudine grazie all'inventario mentale

Silva Bucci Professional Organizer

Esercitare la consapevolezza per affrontare un cambiamento

Per cambiare bisogna fermarsi: uno strumento per esercitare la consapevolezza. Qual è il primo passo per affrontare un cambiamento? Anche piccolo come prendere una nuova abitudine che sappiamo ci farà stare meglio? No, partire in quarta non è la cosa migliore da fare. Paradossalmente quello che può aiutarci davvero è FERMARCI. Esatto fermarci prima di partire: un po’ come quando prima di un viaggio esploriamo con la mente dove andremo e cosa ci conviene di più portare con noi.

 

 

Dunque, fermi un momento e attenti: il primo passo è dunque esercitare la consapevolezza per avere chiaro a cosa ci stiamo dedicando, a cosa dovremmo dedicarci ma soprattutto a cosa vorremmo dedicarci. 

Cosa significa esercitare la consapevolezza? Significa, come scrive Jack Kornfield, autore di Cuore saggio, essere mentalmente presenti e osservare le esperienze senza lasciarsi intrappolare.

L’inventario mentale

Un buon esercizio per sviluppare consapevolezza è l’inventario mentale. Si tratta di uno strumento molto efficace ideato da Ryder Carrol (tra l’altro è anche l’ideatore del metodo del Bullet Journal te ne ho parlato qui) che lo ha definito proprio come un metodo per “vivere consapevolmente”: tenere traccia del passato, ordinare il presente, progettare il futuro.

Ryder Carrol ha sviluppato questo esercizio per liberare la mente da ciò che è superfluo e portarla a concentrarsi su ciò che davvero conta. Racconta nel suo sito di essere rimasto colpito da alcuni studi scientifici che hanno evidenziato come ogni giorno la nostra mente sia attraversata da più di 50.000 pensieri. Ogni giorno, ogni singolo giorno. 

Molti di questi pensieri riguardano cose che dovremmo fare, decisioni che dovremmo prendere. Ogni decisione, però, richiede concentrazione. E come possiamo essere concentrati con una marea simile di pensieri che ci distraggono in continuazione?

Carrol dice che questa situazione è simile a quando siamo affamati e entriamo nel primo supermercato a portata di mano: arraffiamo tutto quello che ci pare soddisfacente e poi una volta a casa finiamo per accorgerci di quante schifezze abbiamo accumulato in una dispensa già piena. Il risultato? Spreco: di tempo, denaro, spazio.

L’affaticamento mentale è molto simile: continuiamo a ficcare  nella “dispensa” del nostro cervello, una quantità enorme di pensieri da gestire, decisioni da prendere, idee, pensieri. Allora come fare spazio? Ecco qui compare il mio amato decluttering: proprio come ti consiglio quando devi pulire la dispensa, la prima cosa da fare è tirare fuori tutto. 

Nero su bianco

Quindi, spiega Carrol, siediti con un foglio di carta ed elenca tutte le cose su cui stai lavorando, su cui dovresti lavorare e su cui vorresti lavorare. In altre parole fai l’inventario di tutto quello che hai nella testa. 

Puoi scegliere se farlo tematico: inventario dei pensieri di lavoro, inventario dei pensieri di casa, ecc. 

Per ogni punto poniti due domande

  1. Questo compito è vitale? (Cioè: se non lo eseguo ci possono essere conseguenze importanti? Come pagare le tasse o le bollette o programmare la visita medica di controllo)
  2. È davvero importante per me o per qualcuno che amo?

Se la risposta è no per entrambi, hai identificato una distrazione. Cancellalo dalla tua lista. Man mano che la tua lista si accorcia, vedrai con chiarezza le cose su cui focalizzarti.

Che ne dici? Vuoi provare? Se vuoi avere uno spunto anche visivo per compiere questo esercizio puoi scaricare il mio template che ho creato per te, lo trovi qui Inventario mentale

Silva Bucci Professional Organizer / 15  Ottobre 2021 /

Photo by Danielle MacInnes on Unsplash

Esercitare la consapevolezza per affrontare un cambiamento

Per cambiare bisogna fermarsi: uno strumento per esercitare la consapevolezza. Qual è il primo passo per affrontare un cambiamento? Anche piccolo come prendere una nuova abitudine che sappiamo ci farà stare meglio? No, partire in quarta non è la cosa migliore da fare. Paradossalmente quello che può aiutarci davvero è FERMARCI. Esatto fermarci prima di partire: un po’ come quando prima di un viaggio esploriamo con la mente dove andremo e cosa ci conviene di più portare con noi.

 

 

Dunque, fermi un momento e attenti: il primo passo è dunque esercitare la consapevolezza per avere chiaro a cosa ci stiamo dedicando, a cosa dovremmo dedicarci ma soprattutto a cosa vorremmo dedicarci. 

Cosa significa esercitare la consapevolezza? Significa, come scrive Jack Kornfield, autore di Cuore saggio, essere mentalmente presenti e osservare le esperienze senza lasciarsi intrappolare.

L’inventario mentale

Un buon esercizio per sviluppare consapevolezza è l’inventario mentale. Si tratta di uno strumento molto efficace ideato da Ryder Carrol (tra l’altro è anche l’ideatore del metodo del Bullet Journal te ne ho parlato qui) che lo ha definito proprio come un metodo per “vivere consapevolmente”: tenere traccia del passato, ordinare il presente, progettare il futuro.

Ryder Carrol ha sviluppato questo esercizio per liberare la mente da ciò che è superfluo e portarla a concentrarsi su ciò che davvero conta. Racconta nel suo sito di essere rimasto colpito da alcuni studi scientifici che hanno evidenziato come ogni giorno la nostra mente sia attraversata da più di 50.000 pensieri. Ogni giorno, ogni singolo giorno. 

Molti di questi pensieri riguardano cose che dovremmo fare, decisioni che dovremmo prendere. Ogni decisione, però, richiede concentrazione. E come possiamo essere concentrati con una marea simile di pensieri che ci distraggono in continuazione?

Carrol dice che questa situazione è simile a quando siamo affamati e entriamo nel primo supermercato a portata di mano: arraffiamo tutto quello che ci pare soddisfacente e poi una volta a casa finiamo per accorgerci di quante schifezze abbiamo accumulato in una dispensa già piena. Il risultato? Spreco: di tempo, denaro, spazio.

L’affaticamento mentale è molto simile: continuiamo a ficcare  nella “dispensa” del nostro cervello, una quantità enorme di pensieri da gestire, decisioni da prendere, idee, pensieri. Allora come fare spazio? Ecco qui compare il mio amato decluttering: proprio come ti consiglio quando devi pulire la dispensa, la prima cosa da fare è tirare fuori tutto. 

Nero su bianco

Quindi, spiega Carrol, siediti con un foglio di carta ed elenca tutte le cose su cui stai lavorando, su cui dovresti lavorare e su cui vorresti lavorare. In altre parole fai l’inventario di tutto quello che hai nella testa. 

Puoi scegliere se farlo tematico: inventario dei pensieri di lavoro, inventario dei pensieri di casa, ecc. 

Per ogni punto poniti due domande

  1. Questo compito è vitale? (Cioè: se non lo eseguo ci possono essere conseguenze importanti? Come pagare le tasse o le bollette o programmare la visita medica di controllo)
  2. È davvero importante per me o per qualcuno che amo?

Se la risposta è no per entrambi, hai identificato una distrazione. Cancellalo dalla tua lista. Man mano che la tua lista si accorcia, vedrai con chiarezza le cose su cui focalizzarti.

Che ne dici? Vuoi provare? Se vuoi avere uno spunto anche visivo per compiere questo esercizio puoi scaricare il mio template che ho creato per te, lo trovi qui Inventario mentale

Silva Bucci Professional Organizer / 15  Ottobre 2021 /

Photo by Danielle MacInnes on Unsplash